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William Butler Yeats Innisfree, l’isola sul lago

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E solo starò nella radura ronzante d’api.

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.

Comments (2)

    • Felice di trovarti qui Vanessa, mi scuso per il ritardo nel rispondere.
      Mea culpa, ma sto passando un periodaccio e onestamente non apro nemmeno la posta del sito 🙁
      Hai ragione, è una poesia molto intima questa, una poesia che – con il solo cambio della destinazione – ognuno di noi potrebbe fare sua.
      Rileggendola ora, nel mio stato d’animo e di salute, mi rendo conto di come realmente ti si infili dentro portando (almeno nel mio caso) un senso di freschezza e di benessere.
      E per poco che duri, anche questo fa parte dei doni della poesia.
      Grazie per esserti fermata qui a condividere con noi il tuo pensiero.
      Un abbraccio
      lio


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